Giovedì 26 settembre – ore 21.00

Casalmaggiore (Cr), Teatro comunale

Associazione Teatro C/R – FattoreK – Olinda

Tre atti unici

da Anton Cechov

traduzione e adattamento Roberto Rustioni

ideazione e regia Roberto Rustioni

dramaturg Chiara Boscaro

consulenza Fausto Malcovati

con Antonio Gargiulo, Valentina Picello, Roberta Rovelli, Roberto Rustioni

assistente alla regia Luca Rodella

movimento e coreografie Olimpia Fortuni

in collaborazione con Festival Castel dei Mondi di Andria 2012

Roberto Rustioni parte dai tre vaudeville scritti da Anton Čechov in gioventù La domanda di matrimonio, L’orso, L’anniversario e, attraverso una riscrittura drammaturgica tesa all’attualizzazione dell’autore classico, indaga, riconducendo al presente, la tematica del rapporto uomo-donna. In queste operette semplici ed efficaci risuona già il teatro cechoviano più maturo e aprendo queste scatole comiche si scoprono immagini naturali, squarci di vita che si mostrano e si chiudono in un lampo. Le tre vicende riguardano un proprietario terriero che chiede in sposa la vicina di casa e si trova a litigarci per questioni di confini, un creditore che si presenta ad una vedova inconsolabile chiedendole di saldare i propri debiti e se ne innamora, e un direttore di banca che, durante i preparativi per l’anniversario del suo istituto, deve fare i conti con una moglie ubriaca e una visita invadente. Nella scena minimalista e spoglia due uomini e due donne, che incarnano durante lo spettacolo tutti i personaggi delle pièce, si avvicinano e si allontanano in un confronto irrequieto tra sessi, si cercano sapendo che non si troveranno e si respingono sapendo che torneranno a cercarsi. La recitazione tende ad una verità scenica che parte dall’essere autenticamente se stessi e sviluppando una ricerca sul corpo, sui corpi isterici e nevrotici che esplodono e crollano, sui gesti compulsivi di chi non riesce a sottrarsi al meccanismo del reiterare i propri comportamenti insensati. La dizione informale che si avvicina al parlato quotidiano parte dalla scelta del regista di lavorare sull’ascolto, la leggerezza, il senso della misura, la qualità umana complessa, la compresenza simultanea del Reale, del Tragico e del Ridicolo.  Nello spettacolo si vuole restituire lo sguardo delicato e ironico di Čechov sulle cose, sul mondo, su di noi, esseri umani gravati da un destino ridicolo.